Casualmente,ieri,ho riletto questa poesia e alcuni versi mi hanno fatto venire i brividi:" ho rivisto il giardino,il giardinetto contiguo,le palme del viale,la cancellata rozza dalla quale mi protese la mano ed il confetto... Piccolino, che fai solo soletto? Sto giocando al Diluvio universale..."
Se mi trovassi a scuola,a far un commento,una prosa a tale capolavoro,un insegnante stanco e frustrato correggerebbe il mio compito,senza intravederne l'essenza...che peccato!
"Una Cocotte! Che vuol dire mammina? Vuol dire cattiva Signorina,non bisogna parlare alla vicina...
Ed ecco che il mistero insinua l'animo dell'infante ignaro,al punto che si innamora del mistero e pronuncia la mitica strofa: non amo che le rose che non colsi...
Sublime e quanto mai vero...si ama solo cio' che non si conosce davvero...e io lo intendo profondamente...si ama davvero solo cio' che non si possiede,che rimane celato dalla propria patina di riservatezza e segreto. Non si deve mai sapere tutto di chi si ama...se ami davvero.Lasciare lo spazio,la libertà, il segreto dell'anima...questo e' il segreto dell'Amore...il rispetto dei segreti...la non invasione dell'altro...che l'altro rimanga terra sconosciuta e incontaminata,libero di fiorire e profumare...così come dice Gibran,due colonne,unite ma distinte sostengono il tempio...meraviglia.
Rosemarie
Dedicato a tutte le donne,quelle in trappola,quelle in fuga,quelle in rinascita. Donne in erba,in crescita,in formazione... Un diario di crescita spirituale che può aiutare chi,come me,un giorno,ha aperto la porta e non si è più voltata indietro. Davanti il mondo,meraviglioso...l'isola del tesoro,da scoprire e trovare in ogni angolo,l'isola dei mille tesori...tutti per noi.
mercoledì 20 luglio 2011
martedì 19 luglio 2011
Ancora una volta...situazioni che si ripetono
Si ripetono,si,anche se in forma leggermente più evoluta:per lo meno ho imparato a "leggerle". Così mi chiedo se questo ripetersi non è altro che una forma di vittimismo in cui mi crogiolo o meglio,dietro cui mi nascondo ancora e ancora. Avete presente la scena dell'idraulico davanti alla parete piena di buchi che spruzzano acqua? Ecco...quella sono io! Ogni tanto "mi piace" ritrovarmi così...che casino! e il bello è che spreco tanta di quella energia a tappare i buchi che sono da guinness dei primati!
Quello che dovrei imparare davvero,invece, è lasciar andare...si, lasciare che questa cavolo di parete vada giù e vedere che succede. C'è un bellissimo libro per bambini (lo so parlo sempre dei bambini!) che si intitola "Non sei quel che hai"di Wayyne W. Dyer: all'interno c'è una bellissima illustrazione di un bambino seminudo circondato dai suoi giocattoli,i suoi abiti,i suoi gadgets. Accanto l'autore dice: " se butti via tutte queste cose che cosa resta? Ci sei tu con le tue qualità,che sono nascoste in profondità."
Forse il problema è tutto qui,semplicemente. Davanti alla nostra nudità abbiamo paura di essere troppo poco,di non valere abbastanza,di non meritare abbastanza. Quando finirò di dar retta a queste convinzioni errate? quando,finalmente,mi lascerò trasportare dall'onda anomala dietro il muro e mi deciderò a "tornare a casa"? A casa,nel senso di "tornare dentro me",in quello che erano i miei sogni"...giammai "indietro o sulle mie scelte...avanti,mai indietro.
Presto,molto presto...
Rosemarie
Quello che dovrei imparare davvero,invece, è lasciar andare...si, lasciare che questa cavolo di parete vada giù e vedere che succede. C'è un bellissimo libro per bambini (lo so parlo sempre dei bambini!) che si intitola "Non sei quel che hai"di Wayyne W. Dyer: all'interno c'è una bellissima illustrazione di un bambino seminudo circondato dai suoi giocattoli,i suoi abiti,i suoi gadgets. Accanto l'autore dice: " se butti via tutte queste cose che cosa resta? Ci sei tu con le tue qualità,che sono nascoste in profondità."
Forse il problema è tutto qui,semplicemente. Davanti alla nostra nudità abbiamo paura di essere troppo poco,di non valere abbastanza,di non meritare abbastanza. Quando finirò di dar retta a queste convinzioni errate? quando,finalmente,mi lascerò trasportare dall'onda anomala dietro il muro e mi deciderò a "tornare a casa"? A casa,nel senso di "tornare dentro me",in quello che erano i miei sogni"...giammai "indietro o sulle mie scelte...avanti,mai indietro.
Presto,molto presto...
Rosemarie
lunedì 18 luglio 2011
Deliri di onnipotenza
C'è una frase bellissima che dice: " Dio esiste...ma non sei tu,quindi rilassati".
A forza di assumerci le nostre responsabilità,di riconoscerle,di affrontarle senza accusare gli altri,rischiamo senza volerlo,di cadere nella trappola opposta: ci sono cose che accadono nostro malgrado e che dobbiamo lasciare che accadano. Qualcuno ha detto: " se incontri il Buddha,uccidilo". Perchè il Buddha non esiste. Il Buddha è l'"Illuminato", colui che ha capito ma non te lo dice; se te lo dice,non è lui,quindi non esiste. Io sono cattolica di tradizione e di convinzione: credo in Dio,in Cristo, negli angeli,credo nei segni, nei segnali,nei messaggi nascosti dietro la quotidianità degli accadimenti.Senza bigottismo e catene catechetiche inculcate. Così,mi chiedo: "perchè questo? perchè quello?" e a volte non c'è un perchè se non quello di lasciar accadere:perchè noi non siamo Dio e ciò che accade, forse,riguarda gli altri e le loro problematiche,il loro cammino. Anche se gli "altri" sono i nostri figli: non sempre vogliono dirci,in maniera palese o recondita: "stai sbagliando,ho bisogno di te,mi stai trascurando". Semplicemente,nel loro vissuto,che non sempre ci riguarda direttamente,avviene qualcosa " al di fuori" e il messaggio divino è per loro,non per noi. E in quel momento che dobbiamo capire che siamo spettatori della loro vita e non possiamo intervenire dove non ci è concesso. E' terribile,detto così...la vita è un dono,una scelta da rispettare e ognuno deve impare a rispettarla a proprie spese, senza colpa e giudizio.
Rosemarie
A forza di assumerci le nostre responsabilità,di riconoscerle,di affrontarle senza accusare gli altri,rischiamo senza volerlo,di cadere nella trappola opposta: ci sono cose che accadono nostro malgrado e che dobbiamo lasciare che accadano. Qualcuno ha detto: " se incontri il Buddha,uccidilo". Perchè il Buddha non esiste. Il Buddha è l'"Illuminato", colui che ha capito ma non te lo dice; se te lo dice,non è lui,quindi non esiste. Io sono cattolica di tradizione e di convinzione: credo in Dio,in Cristo, negli angeli,credo nei segni, nei segnali,nei messaggi nascosti dietro la quotidianità degli accadimenti.Senza bigottismo e catene catechetiche inculcate. Così,mi chiedo: "perchè questo? perchè quello?" e a volte non c'è un perchè se non quello di lasciar accadere:perchè noi non siamo Dio e ciò che accade, forse,riguarda gli altri e le loro problematiche,il loro cammino. Anche se gli "altri" sono i nostri figli: non sempre vogliono dirci,in maniera palese o recondita: "stai sbagliando,ho bisogno di te,mi stai trascurando". Semplicemente,nel loro vissuto,che non sempre ci riguarda direttamente,avviene qualcosa " al di fuori" e il messaggio divino è per loro,non per noi. E in quel momento che dobbiamo capire che siamo spettatori della loro vita e non possiamo intervenire dove non ci è concesso. E' terribile,detto così...la vita è un dono,una scelta da rispettare e ognuno deve impare a rispettarla a proprie spese, senza colpa e giudizio.
Rosemarie
lunedì 11 luglio 2011
Specchi...ma che? c'ho scritto "Jo Condor"?
Forse si...e me lo sono scritto da sola, a caratteri cubitali...sulla fronte! e sulla schiena: "Colpiscimi"!
e mi voglio anche lamentare? ah,ah,ah!
Mi sveglio e mi chiedo perchè. Perchè c'ho i "pupazzetti in faccia"? perchè chiunque è convinto di potermi prendere a calci? allora il problema sono io?
Fortunatamente i problemi,per me,ultimamente,sono soluzioni. Vederli, significa aver fatto un grande passo...
Così, se un ostacolo è " dieci", domani diventa "nove"...fino a "zero"...e invece di camminare,volo!
Forrest Gump, a un certo punto della sua maratona, si ferma e dice:"sono un pò stanchino"...
anch'io...sono un pò stanchina...ho smesso di fare il "capro espiatorio" di tutti....ho smesso di fare il"capro espiatorio" di me stessa,figuriamoci un pò degli altri! sono un pò stanchina...vado a vivere...per me. E che ognuno si assuma le proprie,di responsabilità,io,le mie,me le sto prendendo tutte...allegramente! Auguri a chi saprà fare lo tesso!
Rosemarie
e mi voglio anche lamentare? ah,ah,ah!
Mi sveglio e mi chiedo perchè. Perchè c'ho i "pupazzetti in faccia"? perchè chiunque è convinto di potermi prendere a calci? allora il problema sono io?
Fortunatamente i problemi,per me,ultimamente,sono soluzioni. Vederli, significa aver fatto un grande passo...
Così, se un ostacolo è " dieci", domani diventa "nove"...fino a "zero"...e invece di camminare,volo!
Forrest Gump, a un certo punto della sua maratona, si ferma e dice:"sono un pò stanchino"...
anch'io...sono un pò stanchina...ho smesso di fare il "capro espiatorio" di tutti....ho smesso di fare il"capro espiatorio" di me stessa,figuriamoci un pò degli altri! sono un pò stanchina...vado a vivere...per me. E che ognuno si assuma le proprie,di responsabilità,io,le mie,me le sto prendendo tutte...allegramente! Auguri a chi saprà fare lo tesso!
Rosemarie
Assente giustificata...
Ebbene si...assente da un mese! Non per malattia...per vita! Troppo spesso per parlare,scrivere e pensare, mi dimentico di vivere: come dice quel "qualcuno": la vita e'quella cosa che ti accade mentre sei impegnato a fare qualcos'altro! E cosi'invece di scrivere sto vivendo,in pieno,tutto quello che mi arriva,così com'è viene; ne prendo l'essenza,tutta,la assaporo in pieno,passo dopo passo,con le sue vittorie e le sue sconfitte,che,poi,sono solo insegnamenti.Ogni ostacolo un'opportunità per capire,per evolvere...e niente mi butta giu'. Fantastico! Dubbi,sempre...ma lascio fluire...fiducia...no...meglio fede,in me,in quello che la mia vocina mi dice,in come mi sento in ogni piccola scelta che opero. E' la cura delle piccole cose che fa la differenza,giorno dopo giorno,continuando comunque ad alimentare i miei sogni,le mie aspirazioni,la mia missione sempre più chiara davanti a me,che si schiude da sola...
Quando ho aperto questo blog avevo paura anche della mia ombra,ora ho fatto amicizia con la mia ombra,con il mio lato oscuro e non ho più paura...se questa non e' una grande vittoria!? No
Non ho piu' paura di niente e di nessuno...si...io non ho paura...la trappola siamo noi a crearcela e siamo bravissime ad incolpare gli altri. Gli altri non sono che lo specchio dei nostri fantasmi e prima o poi dobbiamo affrontarli e farli evaporare.
Ho perso la mia " moltezza" e sono diventata grande...lo so...cito sempre le fiabe e questa volta cito Alice,colei che ho sempre odiato: ora capisco perché ...odiavo semplicemente me stessa e di male,finora,me ne sono fatta abbastanza. Basta.
Rosemarie
Quando ho aperto questo blog avevo paura anche della mia ombra,ora ho fatto amicizia con la mia ombra,con il mio lato oscuro e non ho più paura...se questa non e' una grande vittoria!? No
Non ho piu' paura di niente e di nessuno...si...io non ho paura...la trappola siamo noi a crearcela e siamo bravissime ad incolpare gli altri. Gli altri non sono che lo specchio dei nostri fantasmi e prima o poi dobbiamo affrontarli e farli evaporare.
Ho perso la mia " moltezza" e sono diventata grande...lo so...cito sempre le fiabe e questa volta cito Alice,colei che ho sempre odiato: ora capisco perché ...odiavo semplicemente me stessa e di male,finora,me ne sono fatta abbastanza. Basta.
Rosemarie
venerdì 10 giugno 2011
Valorizzare...
Ho dimenticato nel post precedente di sottolineare il valore del "valorizzare" la vita in genere. A proposito delle frasi che diciamo ai bambini soprattutto. Stiamo sempre a lamentarci, ad additare, a giudicare. I bambini sono il futuro del mondo e che cosa inculchiamo nella loro testa? che la vita è dura, è sacrificio,che siamo nati per soffrire...e finisco la frase con tono "fantozziano": "com'è umano lei"! e così torno a citar le fiabe...il mitico Mufasa del Re leone! "Ricorda chi sei...tu sei mio figlio e il futuro re". Non diciamo mai ai nostri figli: "tu sei figlio di Dio,sei il futuro re!"...ah,ah,ah....che ridere! senza una lira! devi faticare,devi soffrire...guardati intorno...guarda ,guarda...studia,stai a casa,non uscire,sacrificati,laureati,dacci una soddisfazione! Corri...ma non sudare....
e loro ci guardano esterrefatti,siamo i loro miti come non ascoltarci? si ribellano per un pò ma poi assimilano tutto di noi e dimenticano chi sono realmente! Dovremmo dir loro:" tu sei unico,sei un capolavoro di Dio...tu puoi fare tutto ciò che vuoi, puoi ottenere tutto quello che vuoi".
E invece, in nome di una pedagogia velenosa,non facciamo che perpetrare il principio che " l'erba voglio non cresce neanche del giardino del re"; niente ti spetta di diritto, tutto va conquistato e meritato! e li carichiamo "di pesi insopportabili" togliendo loro fiducia in sè stessi e autostima e la scuola la fa da padrone,coi suoi professoroni frustrati e insoddisfatti! che sfacelo! Fortuna che in ognuno c'è quel "ricordo",quella vocina che prima o poi si fa sentire,sempre più forte. Pensate,però, se non ci fossero "adulti saggi" a far di tutto per smorzare quella vocina. Pensate se tutti i "grandi" facessero un pò di silenzio...forse le vocine dei piccoli comincerebbero a cambiare il mondo...e io penso che qualcuno,anzi, molti,lo stiano già facendo.
Rosemarie
e loro ci guardano esterrefatti,siamo i loro miti come non ascoltarci? si ribellano per un pò ma poi assimilano tutto di noi e dimenticano chi sono realmente! Dovremmo dir loro:" tu sei unico,sei un capolavoro di Dio...tu puoi fare tutto ciò che vuoi, puoi ottenere tutto quello che vuoi".
E invece, in nome di una pedagogia velenosa,non facciamo che perpetrare il principio che " l'erba voglio non cresce neanche del giardino del re"; niente ti spetta di diritto, tutto va conquistato e meritato! e li carichiamo "di pesi insopportabili" togliendo loro fiducia in sè stessi e autostima e la scuola la fa da padrone,coi suoi professoroni frustrati e insoddisfatti! che sfacelo! Fortuna che in ognuno c'è quel "ricordo",quella vocina che prima o poi si fa sentire,sempre più forte. Pensate,però, se non ci fossero "adulti saggi" a far di tutto per smorzare quella vocina. Pensate se tutti i "grandi" facessero un pò di silenzio...forse le vocine dei piccoli comincerebbero a cambiare il mondo...e io penso che qualcuno,anzi, molti,lo stiano già facendo.
Rosemarie
Il valore del dolore
Una volta pensavo al dolore identificandolo con una catarsi, un crogiuolo nel quale passare a tutti i costi,un qualcosa di necessario. La crocifissione che porta alla resurrezione. L'espiazione che porta al premio. In un certo senso il concetto non è da bocciare del tutto, è l'interpretazione soggettiva che ne viene dagli insegnamenti e dai preconcetti che rovina tutto: " fai il bravo così vai in Paradiso; non dire bugie se no Gesù piange; fai un fioretto e la Madonnina ti darà quello che le chiedi! ragazzi! che follia! e il bello che di frasi così se ne sentono a bizzeffe! aprite le orecchie in un supermercato dove bimbi fanno i capricci o in chiesa, dove nonnine intente ad accendere candele,impartiscono "istruzioni" ai nipotini. E così ci insegnano a fuggire dal dolore a gambe levate e i bambini hanno una tolleranza delle frustrazioni che è sotto lo zero!
Io sono una di quelle bambine: " sacrificati per il tuo fratellino,Gesù ti vede ed è contento; dona, rinuncia e riceverai tutto quello che vorrai,se non qui in Paradiso avrai una gioia immensa. E intanto la vita passa: rinunci al gelato e lo dai a tuo fratello che è piccolo, rinunci al vestito perchè tuo fratello è senza scarpe,rinunci a mangiare il secondo per darlo a chi non ha mangiato il primo perchè non gli piaceva e arrivi a non apparecchiare neanche per te perchè ormai sei solo rinuncia, perchè "tanto,prima o poi verrai premiata,andrai in cielo! Invece credo che lassù,in cielo, e, anzi, una volta,in terra, Gesù abbia detto: "misericordia,io voglio,non sacrificio".
Tempo fa ho guardato le mie "corna" nello specchio e mi son detta:" questa mia accettazione,questa umiliazione,questo sacrificio immenso è per i miei figli. Gli artefici del mio dolore avranno la vendetta di Dio!"
Altra follia! come se Dio non avesse altro da fare che vendicare me.
Il dolore è altro...arriva e va accolto,non respinto,non preso come un sacrificio che porta un frutto nell'aldilà: il dolore ci insegna a vivere nell'adesso,non nel dopo. E' un messaggio a cambiare direzione, a guardarci senza scappare. Non va evitato,rifiutato,sfuggito. Non va neanche accettato con rassegnazione. Va "accolto",osservato...come quando laviamo una bottiglia sporca: la mettiamo sotto il rubinetto e lasciamo scorrere l'acqua finchè l'acqua al suo interno non diventa limpida. Così è il dolore,deve fluire,attraversarci fino in fondo. All'inizio sembrerà ucciderci,penseremo: "no,non ce la posso fare,ora muoio". Ma non moriamo,siamo ancora lì e d'improvviso il dolore non ci sconquassa più,c'è ma è fuori. Lo guardiamo distaccati, ci puliamo le ferite e,fluendo,ci sentiamo e siamo molto più forti,siamo cresciuti,si...torna l'immagine del crogiuolo...ma così è diversa...molto diversa. La vita è adesso,il dolore non deve bloccarla ma evolverla a piani superiori.
Rosemarie
Io sono una di quelle bambine: " sacrificati per il tuo fratellino,Gesù ti vede ed è contento; dona, rinuncia e riceverai tutto quello che vorrai,se non qui in Paradiso avrai una gioia immensa. E intanto la vita passa: rinunci al gelato e lo dai a tuo fratello che è piccolo, rinunci al vestito perchè tuo fratello è senza scarpe,rinunci a mangiare il secondo per darlo a chi non ha mangiato il primo perchè non gli piaceva e arrivi a non apparecchiare neanche per te perchè ormai sei solo rinuncia, perchè "tanto,prima o poi verrai premiata,andrai in cielo! Invece credo che lassù,in cielo, e, anzi, una volta,in terra, Gesù abbia detto: "misericordia,io voglio,non sacrificio".
Tempo fa ho guardato le mie "corna" nello specchio e mi son detta:" questa mia accettazione,questa umiliazione,questo sacrificio immenso è per i miei figli. Gli artefici del mio dolore avranno la vendetta di Dio!"
Altra follia! come se Dio non avesse altro da fare che vendicare me.
Il dolore è altro...arriva e va accolto,non respinto,non preso come un sacrificio che porta un frutto nell'aldilà: il dolore ci insegna a vivere nell'adesso,non nel dopo. E' un messaggio a cambiare direzione, a guardarci senza scappare. Non va evitato,rifiutato,sfuggito. Non va neanche accettato con rassegnazione. Va "accolto",osservato...come quando laviamo una bottiglia sporca: la mettiamo sotto il rubinetto e lasciamo scorrere l'acqua finchè l'acqua al suo interno non diventa limpida. Così è il dolore,deve fluire,attraversarci fino in fondo. All'inizio sembrerà ucciderci,penseremo: "no,non ce la posso fare,ora muoio". Ma non moriamo,siamo ancora lì e d'improvviso il dolore non ci sconquassa più,c'è ma è fuori. Lo guardiamo distaccati, ci puliamo le ferite e,fluendo,ci sentiamo e siamo molto più forti,siamo cresciuti,si...torna l'immagine del crogiuolo...ma così è diversa...molto diversa. La vita è adesso,il dolore non deve bloccarla ma evolverla a piani superiori.
Rosemarie
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